Come risparmiare soldi nel 2017

In questi tempi di crisi è difficile capire quali siano gli investimenti per tutelare i propri risparmi e per magari farli fruttare in maniera più consistente rispetto ai tassi di interesse irrisori che vengono promessi dai conti deposito. Le soluzioni per mettere il soldi arrivavo sono comunque varie, e spesso non vengono prese in considerazione soprattutto dai piccoli risparmiatori a causa dell’insana abitudine italica consistente nell’affidarsi completamente agli operatori dello sportello bancario.
Del resto il caso Banca Etruria (ma anche quello dei bond argentini e di Parmalat) rappresenta l’esempio palese di come gli italiani potrebbero essere i migliori gestori di risparmio del mondo se solo avessero la cultura finanziaria almeno pari a un quarto di quella calcistica.
Tornando alla domanda posta all’inizio: come gestire al meglio i propri risparmi in questo tremendo periodo storico ed economico? Quali possono essere le aziende che meritano la fiducia di un investimento in questi tempi cupi, in cui il fallimento o il ridimensionamento di un’impresa pare essere pane quotidiano per tg e notiziari?

Regola n°1: essere consapevoli dei propri investimenti

Partiamo da un primo consiglio: evitate di investire l’intero capitale a vostra disposizione in un’unica soluzione di investimento. Evitate in tutti i modi di mettere i vostri soldi a rischio mercato investendoli tutti in azioni: con questi strumenti finanziari infatti non c’è solamente il rischio di fallimento dell’emittente ma anche la possibilità di subire un vero e proprio crollo del valore delle azioni.

Non ve l’ha raccontato nessuno ma, ad esempio, il valore delle azioni di Banca Etruria era già crollato con percentuali a doppia cifra negli ultimi anni, con un valore di mercato praticamente annullato rispetto ai tempi in cui molti risparmiatori coinvolti avevano investito il proprio denaro. Ed è intuibile anche il fatto che molte di queste persone, che si erano fate consigliare da impiegati e direttori delle varie filiali della ormai tristemente celebre banca aretina, non fossero neanche a conoscenza il fatto che i loro investimenti erano ormai compromessi già prima del quasi fallimento imposto dalla legge emanata durante il governo Renzi.

E’ importante valutare quando investire capitale proprio e quando invece ricorrere a un finanziamento bancario di vario genere. Non approfondiremo troppo la fonte del denaro da investire, esistono altre fonti dove potete trovare info utili (es. gli articoli di Marco Germanò sui prestiti personali: http://prestitimag.it/prestiti/), ma vi mostreremo una rapida carrellata di opzioni di investimento fra le più comuni e conosciute.

Dove investire i propri soldi: un pratico esempio

Facciamo finta di trovarci davanti a uno sportello bancario, con un impiegato piacente che ci consiglia di evitare di investire gran parte del capitale in un conto deposito ma che anzi ci indica che l’investimento migliore da fare è quello di mettere tutto il denaro a disposizione, magari sacrificio di una vita intera, all’interno di un unico calderone composto dalle obbligazioni (subordinate, ma non ci viene detto) della banca a cui ci stiamo rivolgendo. Noi siamo un po’ scettici ed i nostri sguardi stanno parlando chiaro, eppure l’impiegato insiste dicendoci che il tasso di interesse che la banca garantisce con questi strumenti finanziari è ben più remunerativo di quello di un comune conto deposito. Attenzione: l’impiegato ha ragione, sta dicendo la verità. Il tasso di interesse delle obbligazioni subordinate della banca infatti è del 6% annuo, mentre il tasso di interesse corrisposto dal conto deposito è di un misero 0,6%.
Allorché strabuzziamo gli occhi, ci guardiamo l’uno con l’altro e ci chiediamo: dove è nascosto l’inganno?

Il concetto di grado di rischio spiegato in breve

Abbiamo fatto questo esempio per fargli capire che quella situazione che abbiamo descritto è la stessa che molti risparmiatori hanno vissuto sulla propria pelle, non solo quelli di Banca Etruria ma anche di altre banche tra cui pensionati, disabili e molte altre persone che non hanno magari un grosso livello di conoscenza in investimenti.
Sembrerebbe da stupidi aprire un conto deposito quando le obbligazioni della banca a cui ti affidi magari da anni riescono a rendere 10 volte di più. Appare quindi come una scelta naturale quella di puntare interamente sulle obbligazioni, se non fosse però per un piccolo concetto riguardante il tasso di interesse che potrà essere utile a comprendere quanto sia importante capire il concetto di rischio legato ad esso.
Infatti ha un tasso di interesse più elevato non corrisponde solo un maggiore guadagno: la percentuale di rendimento va anche interpretata come un segnale di un rischio più o meno elevato. Più alto è il tasso di interesse, in pratica, più alto e il rischio che si corre nell’effettuare quel dato investimento.
Non è un caso infatti che i titoli di Stato della Grecia abbiano un tasso di interesse ancora oggi invitante, se si tiene in considerazione solo l’eventuale guadagno delle cedole. Ma potete ben comprendere perché il tasso di interesse dei titoli ellenici sia elevato: per una serie di ragioni la Grecia è una Nazione perennemente sull’orlo del fallimento, e gli interessi elevati da pagare annualmente e riferiti al debito di questa Nazione contribuiscono e non poco a peggiorare la situazione economica.
Chi acquista titoli di stato della Grecia, quindi, deve considerare solo il guadagno derivante dalle cedole ma anche un forte rischio di insolvenza da parte dell’emittente. E per essere investitori consapevoli, questo stesso ragionamento deve essere applicato anche per tutti gli altri strumenti finanziari, sia che si tratti di azioni o obbligazioni societarie o di ETF.

Come investire il denaro nel 2017: gli ETF

Gli ETF sono una forma di investimento che è uscita sui mercati finanziari in tempi relativamente recenti, e che rappresentano un ottimo metodo per diversificare il rischio.
La loro funzione è infatti quella di replicare l’andamento di titoli di altri strumenti finanziari come azioni o obbligazioni di qualsiasi tipo, oppure anche l’andamento del valore delle materie prime come petrolio, oro e argento anche attraverso meccanismi che ho offrono la possibilità di sfruttare la cosiddetta leva finanziaria.
Rispetto ai comuni fondi di investimento che hanno molti punti in comune con loro, gli ETF consentono l’acquisto di piccole quote a fronte del pagamento di commissioni basse o nulle. Queste vengono applicate attraverso un aliquota percentuale annua, che solitamente rientra in un range che varia dallo 0,2 allo 0,6%. Tuttavia questa percentuale può cambiare anche a seconda di altre caratteristiche di questo strumento finanziario, come ad esempio l’erogazione di dividendi o di cedole periodiche.
Sì, perché l’ulteriore differenza degli ETF rispetto ai comuni strumenti finanziari è quella di un erogazione di dividendi o di cedole che non avviene semestralmente o annualmente ma che può essere trimestrale e in alcuni casi anche bimestrale o mensile.

I migliori investimenti 2017: libretti postali e conti deposito

Abbiamo lasciato per ultimi i tradizionali investimenti che vengono effettuati dai cosiddetti piccoli risparmiatori, ovvero i libretti postali e i conti deposito. Se per libretti postali ogni spiegazione è inutile data la loro semplicità di apertura e di utilizzo, un approfondimento può essere effettuato sui conti deposito che sono di diversi tipi. Innanzitutto una distinzione che va fatta è quella tra conti deposito con linee vincolate e conti deposito liberi. La prima tipologia offre un maggiore tasso di interesse, ma solitamente non consente di ritirare i soldi depositati neanche in maniera parziale. Nei casi in cui tra l’altro il prelievo dei soldi depositati in un conto vincolato venga concesso si può incorrere nel pagamento di una piccola penale oppure nella retribuzione di un tasso di interesse molto minore rispetto a quello che era stabilito per il conto vincolato.
Questa forma di conti deposito va quindi utilizzata solo quando si è sicuri di non avere la necessità di disporre di una determinata somma di denaro per un determinato periodo di tempo. I conti deposito a linea vincolata hanno infatti delle scadenze che possono essere trimestrali, semestrali, annuali o a 18 mesi. Più lunga è la durata del conto deposito vincolato maggiore risulterà l’interesse annuo corrisposto al cliente.
I conti deposito liberi invece offrono tassi di interesse molto bassi ma garantiscono comunque la possibilità da parte del cliente di ritirare per intero o parzialmente la cifra di denaro depositato all’interno di questa tipologia di conto. Si tratta dunque di un investimento adatto a chi non è sicuro di poter rinunciare a una determinata somma di denaro per un periodo di tempo prestabilito.

Come risparmiare soldi nel 2017

Un detto saggio è che il “risparmio è la più grande fonte di guadagno“, per aiutarvi vi segnaliamo un video su come risparmiare soldi in 10 mosse:

[Vedi video qui su Youtube]

Ci auguriamo sia tutto chiaro e utile, alla prossima puntata!